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	<title>PENTEX &#187; Carta</title>
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	<description>Docs &#38; Data at the right Place</description>
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		<title>OCR: riconoscimento ottico dei caratteri e l&#8217;archiviazione facile</title>
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		<pubDate>Thu, 25 Jul 2013 14:51:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La scorsa settimana abbiamo trattato l&#8217;argomento ricerca Full Text, come trovare un documento anche quando ci si ricorda solo una parola del testo in esso contenuto. Oggi poniamo l&#8217;accento sull&#8217;archiviazione dei documenti cartacei, inserendoli ad esempio con uno scanner. In questo modo diventano documenti digitali e possono essere indicizzati utilizzando i metadati, le informazioni sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">La scorsa settimana abbiamo trattato<a title="Indicizzazione Full Text" href="http://www.pentex.it/archiviazione-full-text/" target="_blank"> l&#8217;argomento ricerca Full Text</a>, come trovare un documento anche quando ci si ricorda solo una parola del testo in esso contenuto. <strong>Oggi poniamo l&#8217;accento sull&#8217;archiviazione dei documenti cartacei</strong>, inserendoli ad esempio con uno scanner.</p>
<p style="text-align: justify;">In questo modo diventano documenti digitali e possono essere indicizzati utilizzando i metadati, le informazioni sul documento. Esiste però una <strong>forma di acquisizione che può supportare l&#8217;utilizzo della ricerca Full Text anche sui documenti testuali acquisiti per scansione: si chiama OCR <em>(Optical Character Recognition</em>).</strong> E&#8217; un sistema in grado di riconoscere il testo dall&#8217;immagine del documento, interpretarlo e trasformarlo in testo digitale modificabile con un normale editor (word, notepad o altri). Cliccando<a title="OCR" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Riconoscimento_ottico_dei_caratteri" target="_blank"> questo link</a> è possibile approfondire la storia e le varie peculiarità di questa utile tecnologia.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Tra gli sviluppi e le applicazioni più interessanti possiamo segnalarvi quella di Laserfiche con il modulo<a title="Modulo Quick Fields Laserfiche" href="http://www.laserfiche.com/en-us/Products/Quick-Fields" target="_blank"> Quick Fields</a></strong> permette la cattura automatica delle informazioni critiche sia dai documenti di carta che elettronici e li organizza per un veloce ricupero. Migliora, inoltre, la qualità delle immagini scannerizzate con funzionalità quali rotazione, rimozione linee, ritaglio immagine, aggiustamento immagine, ecc&#8230; <strong>Lo strumento Zone OCR</strong> è una estensione di Quick Fields<strong> riconosce il testo in zone prescelte nei documenti che si vogliono processare</strong> (un esempio è l’estrazione dei codici fiscali da un bollettino ICI) per una rapida cattura e riempimento dei campi di indicizzazione.</p>
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		<title>Archiviazione file: indicizzazione Full Text</title>
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		<pubDate>Wed, 17 Jul 2013 07:17:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<description><![CDATA[L'indicizzazione Full Text, un metodo potente che completa la memoria umana! ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a title="Nomenclatura dei file" href="http://www.pentex.it/archiviazione-file/" target="_blank">In questo post</a> abbiamo provato a fornire <strong>alcuni consigli per archiviare i vostri file</strong>. Qualche tempo fa invece abbiamo evidenziato come l<strong>a tecnologia</strong>, dal semplice computer al moderno tablet (o smartphone) <strong>ci fornisca degli strumenti importanti per aumentare la memoria</strong> per registrare i nostri contenuti e poterli conservare in uno spazio pressochè infinito e <strong>la velocità nel cercare e trovare ciò che ci interessa.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Oltre alla nomenclatura del file, già utile come base per avere degli archivi ordinati, è possibile utilizzare quelli che vengono chiamati <strong>Metadati</strong>, ovverosia<strong> i &#8216;dati sui dati&#8217;</strong>. Si tratta di informazioni inerenti il documento salvato: il creatore, la data di creazione, note varie, eventuali categorie, ecc&#8230; presenti per i più comuni file del vostro computer, qui di seguito un esempio della scheda metadati di un documento Word:</p>
<p style="text-align: justify;"><img class="wpimgload aligncenter size-medium wp-image-1874" title="MetaDati" src="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/MetaDati-217x300.png" alt="" width="217" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>In base ai metadati è quindi possibile operare delle ricerche utilizzando i criteri presenti sulla scheda</strong>. Una delle differenze tra un file system (finestra di ricerca e visualizzazione file del sistema operativo) e un sistema di gestione documentale è <strong>la possibilità di integrare ai metadati la ricerca detta Full Text, a  testo intero</strong>. Si tratta di un metodo potente e veloce di reperire i documenti testuali. In questo caso è la memoria del computer che aiuta davvero quella dell&#8217;uomo.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un esempio?</strong> Avete utilizzato il sistema di archiviazione elettronica per archiviare un documento tre anni fa ma non ricordate nulla dei metadati (titolo, nome del creatore, data di creazione, note, ecc&#8230;) però ricordate benissimo che si trattava di un file di word che conteneva almeno la parola &#8216;tubatura&#8217;. Questo piccolo ricordo vi basta! Il sistema cercherà in tutti i testi archiviati, all&#8217;interno del corpo del documento la parola &#8216;tubatura&#8217; e vi presenterà i risultati, in modo che possiate trovare quello di interesse.</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Comodo vero? <img src='http://www.pentex.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  se volete approfondire <a title="Laserfiche: ECM completo" href="http://www.pentex.it/edm/laserfiche-2/">ecco un link che fa per voi&#8230;</a></strong></em></p>
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		<title>Archiviazione file: qualche idea&#8230;</title>
		<link>http://www.pentex.it/archiviazione-file/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Jul 2013 10:18:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDM]]></category>
		<category><![CDATA[archiviazione]]></category>
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		<description><![CDATA[L&#8217;azione di archiviare è una delle operazioni più frequenti quando si utilizza un PC (a volte è anche automatizzata). Più conosciuta come &#8216;Salva&#8217; (o &#8216;Salva con nome&#8217;) tutti, anche i meno confidenti e preparati la effettuano almeno una volta al giorno. Ci troviamo quindi di fronte a due scelte: la posizione in cui mettere il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;azione di archiviare è una delle operazioni più frequenti quando si utilizza un PC (a volte è anche automatizzata)</strong>. Più conosciuta come &#8216;Salva&#8217; (o &#8216;Salva con nome&#8217;) tutti, anche i meno confidenti e preparati la effettuano almeno una volta al giorno.</p>
<p style="text-align: justify;">Ci troviamo quindi di fronte a <strong>due scelte: la posizione in cui mettere il nostro file e il nome da affidargli</strong>. Spesso, in questo ultimo caso, la realtà supera la fantasia&#8230; <img src='http://www.pentex.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> . Dopo alcune esperienze con nomi, acronimi, codici e denominazioni al limite del criptico, abbiamo pensato di <strong>condividere un elenco di consigli su come nominare i file</strong>, non esaustivo ma nel quale speriamo possiate trovare qualche utile spunto.</p>
<ol>
<li>Utilizzare<strong> nomi brevi e semplici</strong> da ricordare;</li>
<li><strong>Evitare gli acronimi formati da una o due lettere</strong>;</li>
<li>Il file potrebbe necessitare di una <strong>data</strong>. Utilizzando la <strong>notazione americana (anno/mese/giorno)</strong>, l&#8217;ordinamento dei file andrà di conseguenza secondo l&#8217;anno, il mese e il giorno;</li>
<li>Se volete <strong>ordinarli numericamente (o per data) i numeri da 1 a 9 è meglio farli precedere da 0</strong>, così l&#8217;ordine rimarrà invariato anche con numeri da due cifre in su;</li>
<li><strong>Meglio evitare gli spazi</strong>, piuttosto utilizzate gli underscore (trattino basso): _ ;</li>
<li>Utilizzare delle <strong>sigle per sintetizzare qualche cosa di inerente</strong> al documento stesso (<strong>&#8216;rev&#8217;</strong> al fondo del nome per dire che è una revisione, <strong>iniziali nome e cognome</strong> per indicare chi l&#8217;ha creato, <strong>V o A</strong> per documenti di vendita o acquisto, ecc&#8230;)</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Avete altri suggerimenti? Che piccoli trucchetti utilizzate per &#8216;salvare&#8217; i vostri file? Se volete condivideteli nei commenti, in questi campi, c&#8217;è sempre da imparare&#8230; <img src='http://www.pentex.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
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		<title>Ecologia e firme automatiche&#8230;</title>
		<link>http://www.pentex.it/ecologia-firme/</link>
		<comments>http://www.pentex.it/ecologia-firme/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 25 Jun 2013 15:14:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[documentale]]></category>
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		<description><![CDATA[Una buona percentuale della nostra vita si concentra sul posto di lavoro. Escludendo quelli che ancora oggi possiamo annoverare tra i commessi viaggiatori, purtroppo o per fortuna stiamo all&#8217;interno di uffici, fabbriche, studi, scuole e altri ambienti per parecchie ore durante l&#8217;anno. Possiamo dire che, proprio questi luoghi, sono il nostro &#8216;habitat&#8217;. I consigli per [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Una buona percentuale della nostra vita si concentra sul posto di lavoro. Escludendo quelli che ancora oggi possiamo annoverare tra i commessi viaggiatori, purtroppo o per fortuna stiamo all&#8217;interno di uffici, fabbriche, studi, scuole e altri ambienti per parecchie ore durante l&#8217;anno. Possiamo dire che, proprio questi luoghi, sono il nostro &#8216;habitat&#8217;.</p>
<p style="text-align: justify;">I consigli per comportamenti sostenibili non bastano mai e devono essere sempre tenuti a mente, quindi ci siamo chiesti se esistessero delle regole per praticare la sostenibilità proprio nell&#8217;ambiente di lavoro. Cercando sul web, abbiamo selezionato un post in particolare, brillante e spiritoso: <a title="Eco Business - regole" href="http://edeaimage.blogspot.it/2012/12/eco-business-dieci-regole-per-un.html" target="_blank">Eco Business 10 regole per un ufficio ecologico!</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ci vogliamo soffermare sul punto 3.</strong><br />
<strong> Go Paperless non è solo una questione di affidarsi ad un <a title="Gestione Eelettronica dei Documenti" href="http://www.pentex.it/edm/cose-edm/" target="_blank">sistema di gestione elettronica dei documenti</a></strong>, ma soprattutto di non stamparli quando non è necessario. Specie quando si tratta di e-mail&#8230; vi facciamo un piccolo, ma utile regalino, aggiungete queste righe alla vostra firma automatica:</p>
<p style="text-align: justify;"><span style="color: #339966;"><strong>Before printing think about environment and costs </strong></span><br />
<span style="color: #339966;"><strong>Prima di stampare pensa ai costi ambientali</strong></span></p>
<p style="text-align: justify;">photocredits: <a title="Bombilla Design - parete vegetale" href="http://www.bombilladesign.it/2012/05/25/parete-vegetale/">bombilladesign</a></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il tempo di archiviazione dei documenti</title>
		<link>http://www.pentex.it/tempo-archiviazione-documenti/</link>
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		<pubDate>Wed, 19 Jun 2013 07:23:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Carta]]></category>
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		<description><![CDATA[Il tempo di conservazione dei documenti varia a seconda della tipologia, voi che metodo usate per conservarli e poi ritrovarli al momento giusto? Quante volte vi è capitato?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="wpimgload aligncenter size-medium wp-image-1853" title="Tempo e Documenti" src="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/documenti1-400x183.jpg" alt="" width="400" height="183" /></p>
<p style="text-align: justify;">La variabile tempo ha sempre a che fare con i nostri documenti e la loro archiviazione: tempo per inserire i contenuti, tempo per organizzare la loro indicizzazione, tempo per cercarli e tempo per conservarli. Siamo sicuri che ognuno di voi si è chiesto, almeno una volta, per quanto tempo si devono conservare certe tipologie di documenti. Abbiamo trovato questa pratica tabella, che condividiamo:</p>
<table style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;" border="1" frame="void" align="center">
<tbody>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td style="text-align: center;"><strong>Documento</strong></td>
<td style="text-align: center;"><strong>Tempo di conservazione</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td><strong>CASA</strong></td>
<td></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Bollette domestiche (acqua, gas, luce, telefono)</td>
<td><strong>5 anni</strong> (consigliabile 10 anni)</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Canone TV (ricevute di pagamento)</td>
<td><strong>10 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Affitti (ricevute)</td>
<td><strong>5 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Spese condominiali (ricevute)</td>
<td><strong>5 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td><strong>TRIBUTI</strong></td>
<td></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Giustificativi delle spese da detrarre<br />
(parcelle mediche, ristrutturazioni della casa ecc.)</td>
<td><strong>5 anni</strong> a partire dall&#8217;anno successivo<br />
alla dichiarazione di riferimento</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Quietanze dei pagamenti dei tributi<br />
(mod<strong>.</strong> F24, bollettini Ici/Imu, ricevute Tarsu/Tares ecc.</td>
<td><strong></strong><strong>5 anni</strong> a partire dall&#8217;anno successivo<br />
alla dichiarazione di riferimento</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Tassa di circolazione (bollo auto)</td>
<td><strong>3 anni </strong>(consigliabile 5 anni)</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td><strong>BANCA</strong></td>
<td></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Estratti conto</td>
<td><strong>10 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Mutui</td>
<td><strong>10 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Cambiali</td>
<td><strong>3 anni</strong> dalla data di scadenza</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Titoli di Stato</td>
<td><strong>5 anni</strong> dalla data di scadenza<br />
per richiedere capitale e interessi</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td><strong>ALTRE SPESE</strong></td>
<td></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Multe</td>
<td><strong>5 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Bollette cellulare</td>
<td><strong>10 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Assicurazioni (quietanze polizze)</td>
<td><strong>1 anno</strong> dalla scadenza (salvo diversi<br />
tempi previsti dal contratto)<br />
<strong>5 anni</strong> se usate a fini fiscali (detraibili)</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Scontrini d&#8217;acquisto</td>
<td><strong>2 anni</strong> (durata ufficiale della garanzia)<br />
salvo prolungamento specifico</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Ricevute alberghi e pensioni</td>
<td><strong>6 mesi</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Rette scolastiche ed iscrizioni ai centri sportivi</td>
<td><strong>1 anno</strong> /<strong><br />
5 anni</strong> se usate a fini fiscali (detraibili)</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Parcelle di professionisti (avvocati,<strong> </strong>commercialisti<strong> </strong>ecc.)<strong><br />
</strong>e artigiani (idraulici, elettricisti, ecc.)</td>
<td><strong>3 anni</strong></td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Ricevute di spedizionieri o trasportatori</td>
<td><strong>1 anno</strong> /<strong><br />
18 mesi</strong> per trasporti fuori Europa</td>
</tr>
<tr style="border-color: #3300ff; border-width: 1px; border-style: solid;">
<td>Atti notarili (rogiti, atti di separazione ecc.)</td>
<td><strong>Per sempre</strong></td>
</tr>
</tbody>
</table>
<p>Nella maggior parte dei casi si parla di anni, e per gli atti notarili spicca il &#8216;per sempre&#8217;&#8230;se fate una media, i documenti si dovrebbero conservare per circa 7 anni.</p>
<p><strong>Quanto spazio avete per conservare</strong> tutti i vostri documenti e per così tanto tempo? I documenti archiviati 10 anni prima, <strong>siete sicuri di riuscire a trovarli rapidamente e intatti?</strong> A prescindere dalla legislazione italiana, <strong>quanti di voi usano lo scanner</strong> e poi mettono tutto in dossier? <em><strong>Raccontateci le vostre esperienze!</strong></em></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Consorzio di gestione idrica: il GIS senza carta!</title>
		<link>http://www.pentex.it/consorzio-di-gestione-idrica-il-gis-senza-carta/</link>
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		<pubDate>Tue, 14 May 2013 13:16:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[ArcGIS Server]]></category>
		<category><![CDATA[Carta]]></category>
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		<category><![CDATA[Rilievo Territoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[In questo post vorremmo condividere l&#8217;esperienza di un distretto di gestione delle acque a nord della California. Interessante per l&#8217;utilizzo del GIS e l&#8217;eliminazione della carta (documenti) nel realizzare l&#8217;inventario e la gestione dei suoi beni. Utilizzato sia dal personale di campo che negli uffici come integrazione di sistemi esistenti. Il Santa Clara Valley Water [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;">In questo post vorremmo condividere l&#8217;esperienza di un <strong>distretto di gestione delle acque a nord della California</strong>. Interessante per l&#8217;utilizzo del <strong>GIS e l&#8217;eliminazione della carta (documenti) nel realizzare l&#8217;inventario e la gestione dei suoi beni</strong>. Utilizzato sia dal personale di campo che negli uffici come integrazione di sistemi esistenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/WaterPaperless.jpg" rel="lightbox[1820]"><img class="wpimgload aligncenter size-medium wp-image-1821" title="Water Paperless" src="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/WaterPaperless-400x217.jpg" alt="" width="400" height="217" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il <a title="Santa Clara Valley Water District" href="http://www.valleywater.org/" target="_blank">Santa Clara Valley Water District</a> (SCVWD)</strong> gestisce un sistema integrato delle risorse idriche, garantendo la fornitura di acqua potabile e pulita, la protezione dalle inondazioni e la gestione dei corsi d&#8217;acqua <strong>per conto di 1,8 milioni di abitanti.</strong> A livello di strutture controllate si parla di <strong>10 dighe e bacini idrici superficiali, 3 impianti di trattamento acque, un laboratorio di qualità dell&#8217;acqua, quasi 400 ettari di acque sotterranee e più di 275 chilometri di corsi d&#8217;acqua.</strong><br />
L&#8217;ufficio Asset Management del distretto (DWAMU) è stato messo a capo del progetto stesso. <strong>L&#8217;idea è stata quella di gestire le risorse (asset)</strong> assegnando ad ognuna di esso un valore, detto Business Risk Exposure (BRE), derivato da altri due parametri: &#8216;Conseguenza guasto&#8217; (un numero relativamente statico dato da fattori economici, ambientali, e altri simili) &#8216;Probabilità guasto&#8217; (un numero determinato dalla valutazione delle condizioni dell&#8217;asset stesso). E&#8217; stato poi necessario assumere personale di campo non solo per censire le strutture, ma anche per individuare e prendere nota dei problemi connessi ad esse.</p>
<p style="text-align: justify;">SCWD aveva già un patrimonio di documenti cartacei come mappe, appunti di interventi sul campo che venivano integrate con i dati del proprio sistema GIS. Un sistema di gestione della manutenzione computerizzato (IBM Maximo) forniva messaggi inerenti la manutenzione preventiva, gli ordini di lavoro e la gestione operativa degli asset. Ciò consentiva di seguire il ciclo di vita e il report dei costi di un bene attraverso i report prodotti. <strong>Mancava però la possibilità di acquisire in automatico le informazioni che venivano dal campo</strong>, a questo scopo è stato implementato un geodatabase con tabelle cui valori sono codici già utilizzati in Maximo e altri sistemi interni. Le relazioni tra le attività, la valutazione delle condizioni, e le ispezioni diventarono presto evidenti.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Con l&#8217;opportuna dotazione di strumenti con software GIS ESRI e la formazione degli operatori, una tipica attività di ispezione comprende queste semplici operazioni:</strong></p>
<ol>
<li>Dopo essersi <strong>orientato sul campo utilizzando il GPS, l&#8217;utente seleziona l&#8217;asset da ispezionare sulla mappa.</strong></li>
<li>L&#8217;utente <strong>registra la condizione dell&#8217;asset (posizione, categorie, BRE, commenti, ecc&#8230;)</strong></li>
<li>L&#8217;utente <strong>scatta una foto</strong> (che sarà automaticamente collegata alla scheda di ispezione) e la invia al server.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Inoltre, con le stesse procedure, l&#8217;utente può inventariare un bene. <strong>L&#8217;integrità dei dati sul server centrale è preservata all&#8217;uso di identificatori unici e dagli algoritmi di sincronizzazione (check in &#8211; check out) dei sistemi di gestione dei contenuti (ECM-EDM).</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il progetto descritto è stato messo a regime nel mese di luglio 2012, a oggi sono stati verificati sul campo più di 4.000 documenti di controllo e identificati circa 5.000 asset.</strong> Di ognuno di essi i membri del personale SCVWD hanno eseguito ispezioni senza utilizzo di carta, in modo uniforme risparmiando tempo ed evitando data entry a mano. Inoltre con l&#8217;aggiunta della componente geografica, gli ingegneri e i tecnici SCVWD possono osservare i modelli ed effettuare analisi spaziali utilizzando i dati che in precedenza avrebbero visto solo in formato tabellare.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fonte</strong>: <a title="Articolo originale su ArcUser" href="http://www.esri.com/esri-news/arcuser/spring-2013/paperless-inspections" target="_blank">ArcUser Spring 2013 -</a><br />
<a title="Articolo originale su ArcUser" href="http://www.esri.com/esri-news/arcuser/spring-2013/paperless-inspections" target="_blank"> Paperless Inspection &#8211; Faster, more accurate, and spatially enabling</a><br />
<a title="Articolo originale su ArcUser" href="http://www.esri.com/esri-news/arcuser/spring-2013/paperless-inspections" target="_blank"> By Kurt Hassy, GIS Analyst, Santa Clara Valley Water District, San Jose, California</a></p>
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		<title>La conformità ai requisiti cogenti e di norma ottenuta con la gestione elettronica dei documenti</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Apr 2013 10:10:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il 21 Marzo 2013 è stato organizzato da TÜV Rheinland Italia srl, membro italiano di TÜV Rheinland Group leader mondiale nei servizi di certificazione ed ispezione di terza parte, presso la sede di Pogliano Milanese (MI), un seminario per presentare le nuove tecnologie informatiche volte alla gestione elettronica nell’ambito dell’attuazione delle procedure aziendali e dell’osservanza [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Il 21 Marzo 2013</strong> è stato organizzato da TÜV Rheinland Italia srl, membro italiano di TÜV Rheinland Group leader mondiale nei servizi di certificazione ed ispezione di terza parte, presso la sede di Pogliano Milanese (MI), <strong>un seminario per presentare le nuove tecnologie informatiche volte alla gestione elettronica nell’ambito dell’attuazione delle procedure aziendali e dell’osservanza delle leggi.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Pentex</strong> è stata scelta insieme ad un suo cliente come relatore per illustrare un “case history” di <strong>come il sistema documentale Laserfiche abbia migliorato i flussi di lavoro</strong>, con l’analisi dei processi aziendali, ed <strong>ottenendo un minor costo di gestione</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;"><a title="TUV Rheinland Italia" href="http://www.tuv.com/it/italy/home.jsp" target="_blank"><strong>Si ringrazia TÜV Rheinland Italia</strong></a> per il suo interesse verso questa tematica e la sensibilizzazione dei propri clienti alle opportunità offerte dall’introduzione di sistemi innovativi di gestione elettronica della documentazione in sostituzione dei tradizionali sistemi cartacei, con <strong>vantaggi nella reperibilità, rintracciabilità degli stessi ed ad un minor costo finale.</strong></p>
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		<title>I record elettronici sono più sicuri della carta: tre punti fondamentali</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Mar 2013 16:16:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Le persone hanno strani comportamenti nei confronti dei loro documenti digitali o cartacei. Molti non ci pensano due volte a consegnare la carta di credito ad una cameriera (con il codice di sicurezza in bella vista). Oppure, lasciano gli estratti conto e le ricevute della carta di credito nella loro casella postale per ore o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><strong>Le persone hanno strani comportamenti nei confronti dei loro documenti digitali o cartacei.</strong> Molti non ci pensano due volte a consegnare la carta di credito ad una cameriera (con il codice di sicurezza in bella vista). Oppure, lasciano gli estratti conto e le ricevute della carta di credito nella loro casella postale per ore o anche giorni. <strong>Spesso se chiedete agli stessi soggetti di utilizzare fatturazione elettronica o pagamenti online, rifiuteranno perché sono preoccupati riguardo la sicurezza delle transazioni.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qualcosa di simile può accadere nelle aziende. Quando le società passano alla gestione elettronica dei documenti, molti impiegati improvvisamente diventano ansiosi riguardo la sicurezza o la privacy dei loro data. Nonostante fino a poco prima non si preoccupavano dei documenti cartacei sempre soggetti a possibili violazioni.</p>
<p style="text-align: justify;">Durante il suo intervento al Laserfiche “Empower 2013” meeting la Dottoressa Rhonda Dean Kyncl, assistente al preside per i servizi accademici del College of Arts and Sciences all’Università dell’Oklahoma, sostiene che<strong>:“Nessuno si preoccupa della privacy quando le informazioni sono in cartelline sulla scrivania. Quando sono online si parla invece di standard di sicurezza”.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Siamo convinti che sia importante salvaguardare la sicurezza dei <strong>record elettronici, ma spesso non si percepisce che essi sono intrinsecamente più sicuri rispetto a quelli cartacei.</strong> Evidenza supportata, per esempio, da un articolo tecnico pubblicato nel lontano 1996 dal <a href="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/0030139.pdf" target="_blank">Journal of the American Medical Informatics Association.</a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Ecco tre importanti motivi per cui i record di carta sono vulnerabili:</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>1. Accesso non appropriato:</strong> Questo avviene quando le persone possono accedere ad aree di archiviazione con armadi non chiusi. Oppure quando i documenti stessi vengono lasciati su banconi, sulle fotocopiatrici, o si ricevono copie di fax indirizzate erroneamente. Infatti, ogni volta che le copie di carta sono inviate a mittenti sbagliati, le informazioni contenute possono essere lette dai dipendenti dell’ufficio postale, assistenti amministrativi, o altri individui non autorizzati. Questo accesso potrebbe essere accidentale o intenzionale, ma in ogni modo l’integrità della sicurezza è compromessa. I dati elettronici, al contrario, possono essere criptati così che anche se fossero copiati o rubati, l’informazione può essere protetta.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong> 2. Dati manomessi:</strong> Chiunque abbia accesso a fascicoli di carta può rimuovere pagine, aggiungere voci, cancellare o manomettere in modo semplice e diretto. I record elettronici possono avere una firma digitale che notifica alle persone quando è stata effettuata una modifica, oppure una marca temporale che indica ogni volta che un record è stato trasferito o modificato.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>3. Perdita:</strong> I documenti cartacei possono essere facilmente spostati, e quindi persi o archiviati erroneamente. I record elettronici possono essere tracciati, con audit e altre indicazioni sulla persona che li ha utilizzati. Inoltre è difficile che si facciano delle copie di dossier cartacei, non c’è di solito nessun backup. Sempre in tema di sicurezza, se i documenti cartacei vengono distrutti, in parecchi casi è facile recuperarli.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Un’indagine da parte del <a href="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/NYMITY-_-Security-of-Paper-Documents-in-the-Workplace-Larry-Ponemon-Ponemon-Institute.pdf" target="_blank">Ponemon Institute</a> ha mostrato che gli intervistati trovano l’archiviazione cartacea meno sicura rispetto ai record elettronici, per tutta una serie di aspetti. L’indagine risale al 2008, quindi non c’è ragione di credere che i documenti di carta, oggi, siano diventati più sicuri.</strong></p>
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		<title>Ufficio senza carta: alcuni suggerimenti</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Oct 2012 09:00:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Massimo</dc:creator>
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		<category><![CDATA[archiviazione]]></category>
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		<description><![CDATA[E’ dal 1975 con un articolo apparso su Business Week che si parla di un ufficio senza carta e sembrava che con l’introduzione dei personal computer si sarebbe ben presto raggiunto il traguardo. Attualmente, nonostante gli evidenti vantaggi economici nel cercare di avere un ufficio senza carta, non è stato ancora implementato da molte società [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/Paperless_office.jpg" rel="lightbox[1791]"><img class="wpimgload alignleft size-full wp-image-1792" title="Paperless_office" src="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/Paperless_office.jpg" alt="" width="297" height="243" /></a>E’ dal 1975 con un articolo apparso su Business Week che si parla di un ufficio senza carta e sembrava che con l’introduzione dei personal computer si sarebbe ben presto raggiunto il traguardo. Attualmente, nonostante gli evidenti vantaggi economici nel cercare di avere un ufficio senza carta, non è stato ancora implementato da molte società ed enti.</p>
<p style="text-align: justify;">Qui di seguito alcuni suggerimenti per chi volesse iniziare ad avere un ufficio senza carta.</p>
<ol>
<li><strong>Senza carta bisogna essere sicuri di fare un backup dei file</strong>.<br />
Ricordarsi che in informatica bisogna essere sicuri di non perdere i dati, e quindi è importante avere una politica di backup dei dati.</li>
<li><strong>Tener in mente che avere un ufficio senza carta non avviene in un giorno </strong><br />
Certamente in un giorno non si avrà immediatamente l’ufficio senza carta, ma sarà un lavoro che potrà iniziare ad esempio dalle fatture e poi man mano a tutti gli altri documenti. Inizialmente potrà anche creare più lavoro, si pensi solo ai documenti pregressi, è come se si vuole informatizzare un magazzino di vestiti, bisogna introdurre i dati nel sistema.</li>
<li><strong>Senza carta spesso significa meno carta</strong><br />
Bisogna ricordarsi che si potrà eliminare molta carta dai propri processi ma ci sarà sempre qualche documento non digitale dato che, per esempio, ci possono essere clienti che vogliono ancora la fattura di carta, ecc.</li>
<li><strong>Ognuno deve credere nel progetto</strong><br />
E’ necessario che tutti i colleghi dell’ufficio siano coinvolti nel progetto perché il cambiamento dalle proprie abitudini (es. stampare il documento e distribuirlo ai colleghi) può essere difficile.<strong></strong></li>
<li><strong>Programmazione dello spazio</strong><br />
Uno dei vantaggi dell’ufficio senza carta è che ci sarà più spazio dato che non saranno necessari mobili per archiviare le pratiche, quindi si potrà riprogettare gli spazi del proprio ufficio.</li>
<li><strong>Capire che “meno carta” è solo l’inizio del risparmio</strong><br />
L’impatto più immediato dell’ufficio senza carta è la riduzione dei costi di stampa, archiviazione, spedizione, ecc. Con il tempo diventeranno evidenti altri benefici tipo minor tempo di ricerca del documento, ecc.</li>
</ol>
<p style="text-align: justify;">Utilizzando un prodotto come <a href="http://www.pentex.it/edm/laserfiche-2" target="_blank">Laserfiche</a> puoi non solo creare il tuo ufficio senza carta ma accedere a qualsiasi tuo documento dovunque tu sia.<br />
Per maggiori informazioni contattateci.</p>
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		<title>Smart city: come siamo messi? (prima parte)</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jul 2012 13:59:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Beppe</dc:creator>
				<category><![CDATA[EDM]]></category>
		<category><![CDATA[GIS]]></category>
		<category><![CDATA[Carta]]></category>
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		<category><![CDATA[Censimento 2011]]></category>
		<category><![CDATA[documentale]]></category>
		<category><![CDATA[Numeri Civici]]></category>
		<category><![CDATA[SIT]]></category>
		<category><![CDATA[Smart City]]></category>

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		<description><![CDATA[Smart City è un termine moderno, ma è comunque interessante notare come si sia evoluto il suo significato. Una città smart è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img class="wpimgload aligncenter  wp-image-1778" title="SmartJam" src="http://www.pentex.it/wp-content/uploads/wordcloud_smartcityjam.png" alt="" width="484" height="199" />Smart City è un termine moderno, ma è comunque interessante notare come si sia evoluto il suo significato<em>. <span>Una città <strong>smart</strong> è uno spazio urbano, ben diretto da una politica lungimirante, che affronta la sfida che la globalizzazione e la crisi economica pongono in termini di competitività e di sviluppo sostenibile con un’attenzione particolare alla coesione sociale, alla diffusione e disponibilità della conoscenza, alla creatività, alla libertà e mobilità effettivamente fruibile, alla qualità dell’ambiente naturale e culturale.</span></em></p>
<p style="text-align: justify;">Si potrebbe quindi trattare di una città interamente cablata, dotata  in ogni casa o ufficio da sistemi di tele-presenza  e da sensori e attuatori in ogni strada o edificio.  Si tratta di concetti che sembrerebbero attuabili solo per le città di nuova costruzione e non per le città storiche europee.</p>
<p style="text-align: justify;">Invece <strong>Vienna è stata ritenuta la “smartest” city del 2012</strong>. Da città iper-tecnologica  si è poi evoluta in città che valorizza il proprio patrimonio artistico e culturale, massimizzando il rispetto per l’ambiente e la vivibilità e qualità della vita.</p>
<p style="text-align: justify;">A livello di Pubblica Amministrazione, possiamo dire che<strong> in Italia sia stata archiviata la fase dell’e-government</strong>, quella dei portali online, e della corsa a chi espone più servizi nel proprio portale. Oggi stiamo vivendo la <strong>corsa a chi ha il numero maggiore di dataset sui portali opendata</strong>  e a chi è più trasparente. Potrebbe quindi seguire la gara a chi espone il numero maggiore di <strong>app di mobile government</strong> ai propri cittadini.</p>
<p style="text-align: justify;">Molte amministrazioni hanno delle <strong>riserve nel coinvolgere i cittadini attraverso l’utilizzo dei social media</strong>. Le paure più grandi: non avere il personale per mantenere la presenza sui social media e la preoccupazione di ricevere commenti negativi. Nella grande famiglia delle pubbliche amministrazioni sono <strong>presenti  ancora troppi campanilismi e autoreferenzialità  per consentire vere forme di collaborazione.</strong> Così le città si frammentano in molteplici sistemi informativi e messaggi e pagine social che invece di guidare il cittadino lo disorientano nella conoscenza e fruizione delle varie competenze.</p>
<p style="text-align: justify;">To be continued&#8230;</p>
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